Home arrow The Cowboy 05 settembre 2010  
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The Cowboy

  

  

  

Si narra che i cowboy del vecchio Far West erano spesso coperti

di polvere, con il cappellone che serviva come unico riparo e che

non abbandonavano mai,la camicia in flanella con gli stivali

speronati e soprattutto senza mai dimenticare la loro mitica “ 6 “

colpi.

Sulle loro piste, cavalcando tra le mandrie si poteva distinguere

l’odore del loro sudore, il gusto della polvere e del fango ,nei

ranch spesso, si trovava ragazzi che domavano puledri selvaggi, e

in città le cosiddette forche dove era fissata una corda che serviva per l’impiccagione del condannato a morte.

I primi bianchi che si muovevano a cavallo tra le vaste praterie furono gli spagnoli, arrivati per cercare,spesso vanamente, l’oro, costruendo poi le sette città situate tra il confine sud-occidentale

degli attuali Stati Uniti che più tardi diventò lo stato del Texas.

 Un periodo altrochè tranquillo e pacifico, dove gli spagnoli

s’imposero sulle popolazioni, dando vita alle prime colonie nelle indie occidentali, successivamente giunsero dall’europa  le navi cariche di cavalli e bovini che avrebbero popolato le praterie.

Dopo i primi sbarchi trascorsero più di trecento anni, ricchi e densi di molteplici fatti e tormenti politici ,dopo gli spagnoli anche i francesi proclamarono la loro sovranità su una parte delle grandi pianure. I nuovi Stati Uniti d’America acquistarono in seguito parte di questi territori dalla Francia, mentre alcuni suoi coloni americani dilagarono verso il sud,finendo per strappare il Texas e la California ai messicani.

Gli avvenimenti futuri  non sono da meno ,acquisto della Luisiana, assedio di Fort Talamo, guerra contro il Messico, etc, l’unica cosa che non mutava mai erano gli uomini a cavallo chiamati cowboy.

I pellirossa furono i primi a montare a pelo e senza staffe i cavalli spagnoli ed a imparare ad agganciare lunghi speroni ai piedi nudi.

 

Più avanti, i cosiddetti vaqueros messicani inventarono l’equipaggiamento del cowboy, il lungo laccio ( Reata ) per catturare le bestie, la sella a schienale , sulla quale si può restare a lungo affaticandosi il meno possibile e i copri pantaloni ( chaparajos ) di pelle per proteggere le gambe dalle spine dei cactus e dallo sfregamento del lazo.

Verso la fine del 1800, il cowboy adottò questo equipaggiamento e le fece suo mutando i nomi dei diversi elementi: la reata divenne lazo e ancor prima il lariat : che risulta dalla lettura del termine spagnolo la reata, secondo la fonetica della lingua inglese, i chaparajos furono chiamati chaps, il sombrero infine fù mutato in stetson, cosi anche sebbene esteriormente il cowboy qualcosa cambiò continuò comunque ad accudire le mandrie come da secoli facevano gli spagnoli.

 

 

Tendenzialmente il cowboy era un tipo solitario, un uomo che si distingueva per due elementi fondamentali il  “ fegato “ e il “cavallo”.

Non affrontava le immense fatiche e problematiche solo per guadagnare il denaro per vivere, ma soprattutto per un’intima ricerca di appagamento,per amore della vita libera e avventurosa tra gli sconfinati orrizonti.

Il paese delle grandi pianure e delle enormi mandrie di bovini si estende a ovest del Missisipi , a sud esso ha la forma di un triangolo, delimitato dal Rio Grande e dal Golfo del Messico e sfiorato dal Tropico del Cancro per poi salire sino ai primi contrafforti delle Montagne Rocciose, a più di 800 chilometri dal grande fiume, e a nord si allunga per circa 2500 chilometri fino a toccare la frontiera canadese.

Il vento era talvolta dolce e tiepido , come il chinook in primavera ,talvolta aspro e selvaggio,un soffio ardente che ,in estate, dissecava la vegetazione e bruciava le erbe e, in inverno, abassava le temperature fino a 40° sotto zero.Vere foreste di cactus giganti proiettano le loro ombre scure sulle distese desertiche dell’Arizona. Nel Panhandle ( detto manico della padella ) del Texas, c’è un’altopiano ( dovuto a un corrugamento della crosta terrestre) dall’aspetto curioso, è composto di una fita rete di canyon e di gole.

Le differenze di natura del suolo e di temperatura di quei territori esigevano che i cowboy avessero abbigliamento ed equipaggiamenti molto vari, Nei paesi freddi del Nord indossavano copri pantaloni di pelle di capra a pelo lungo ( angoras ) che ben li proteggevano. Il cowboy del Montana si riconosceva per il largo cappello ,quello del Texas usava un lazo lungo 10 metri e legava la sella sotto la pancia del cavallo con una doppia cinghia.

In qualunque parte vivesse ,il cowboy,faceva sempre il medesimo lavoro che consisteva nel custodire, guidare e amare la mandria, costituito da longhorn ( o bovino dalle lunghe corna ).

 

Per afferrare un animale con il lazo, prima di tutto occorreva fabbricarsi una propria corda. Ad un capo di ogni lariat c'era un occhiello detto honda, ove il resto della corda scorreva per formare il cappio. Il cowboy formava il cappio tenendo lazo nella destra con il pollice, a una trentina di centimetri dalla honda, questo modo di affiancare due tratti di corda facilitava l'apertura del cappio.

Se si trovava cavallo,il cowboy faceva roteare in aria e cappio due o tre volte, non di più, tenendo l'anello che si formava ben aperto e imprimendo un moto veloce al tutto per fare il lancio.Il resto dell lariat, avvolto non strettamente, rimaneva nella mano sinistra, in modo da potersi svolgere senza difficoltà al momento del lancio. Vale la pena di ricordare che i lanci che raggiungevano 15 o 20 m di distanza erano del tutto normali.

Quando si lavorava in un recinto di cavalli ( detto corral ), nessuno faceva mulinelli con La corda, si rischiava di spaventarli. È in questo caso si preferiva lavorare a terra, e fare il lancio alla Hooley Ann.Ogni lancio aveva un suo nome. Si chiamava Mamma Hubbard  il lancio con cappio molto aperto, usato su larghi spazi per prendere i longhorn. il lancio a otto permetteva di prendere al tempo stesso le zampe e La testa del bovino. Il peal   dallo spagnolo Pial , nel senso di piede o zampa ) era un lancio fatto raso terra che, passando sotto il ventre dell'animale al galoppo, permetteva di immobilizzarne le zampe posteriori. Lo HOOLEY ann era un lancio con cappio piccolo che veniva usato soprattutto per prendere i cavalli nel corral, con un lazo nella testa. Il cowboy teneva il cappio in mano e avanzava a piedi verso il branco. Poi, al momento buono, lo gettava in avanti con un rapido movimento,1 po' inclinato. La corda girava per un attimo su se stessa e si abbatteva sulla testa del cavallo che rotolava a terra.

Il round up (raduno) era considerato come la mietitura del bestiame, il grande momento in cui cowboy raccoglievo il frutto di un anno di lavoro, della festa in cui incontrava i vecchi amici e magari se ne faceva di nuovi. Nei primi mesi dell'anno sulle grandi praterie si potevano vedere pascolare le nuove generazioni di vitelli ancora privi di marchio. I proprietari dei diversi ranch si davano una mano l'un l'altro per raggruppare suddividere le mandrie. Questa era una delle poche tradizioni del mondo dei cowboy che non era di origine spagnola o messicana. Derivava dagli usi della gente delle regioni montane della Virginia ,del Kentucky,del Tennessee,della Carolina del Nord e del Sud, dove il bestiame viveva libero su distese enormi, i proprietari lo radunavano solamente una volta all'anno per censirlo. L'allevamento poi lì si diffuse in grande stile anche nel Far West che cercò di perfezionarle in qualche modo questa abitudine. Attorno al 1870 si potè assistere ad alcuni round up particolarmente importanti e ben organizzati. Preparati di animale, gli allevatori fissavano l'appuntamento in genere alla fine di maggio.

Ogni ranch dei dintorni mandare propri uomini migliori e si accollava una parte delle spese per l'organizzazione. Le compagnie più importanti inviavano anche un carro mensa, invece i ranch più piccoli mandavano un solo uomo, chiamato rep ( da representative  poiché rappresentava a tutti gli effetti gli interessi del padrone ). Un  giorno o due prima dell'inizio del round up i gruppi si lasciavano i rispettivi ranch, e si avviavano verso il luogo fissato per il raduno mentre i proprietari organizzavano l'operazione, i cowboy, finalmente liberi e non più isolati, nell'attesa, si divertivano infinitamente correndo a cavallo, inseguivano tori,gareggiavano nel lancio del lazo, scommettevano su chi sarebbe rimasto più a lungo in sella su un puledro ancora da domare, in sostanza erano gli inizi di ciò che in seguito sarebbe stato chiamato rodeo.

I Cavalli che venivano impiegati per la cura del bestiame erano catturati tra i branchi selvaggi che percorrevano le praterie, quando avevano tre-quattro anni. Il Broncobuster , o domatore, viaggiava tra un ranch all’altro con l’incarico di togliere il carattere selvaggio dal cavallo che è caratteristico in lui in uno più mite per poterlo utilizzare nella vita quotidiana, un compito tutt’altro che semplice e facile.

I cavalli dei cowboy sono di varie razze diverse,variamente incrociate, si era partiti dagli arabi di cordova, introdotti in america dagli spagnoli, che poi si sono accoppiati con quelli importati dai coloni inglesi e con gli stalloni adottati dalla Cavalleria degli Stati Uniti. Il risultato di questi incroci è un cavallo infaticabile che nonostante la taglia relativamente modesta ( cm 160 al garrese ) e il peso piuttosto basso ( 4 quintali più o meno) è in grado di trasportare per molto tempo e per molti chilometri il suo cavaliere con il suo classico equipaggiamento, a volte capitava di rimaner sellato anche per 12 ore consecutive.

Il cavallo si poteva considerare completamente addestrato attorno ai sei anni d’età, a dieci era il meglio di sé ed era il cavallo ideale per il lavoro con il bestiame e per la marcia.

Nella maggior parte dei casi, il cowboy non era proprietario dei cavalli, quando prestava il proprio lavoro gli veniva consegnate sette otto bestie che costituiva il suo equipaggiamento durante la permanenza del suo lavoro.

Tali cavalli venivano accuditi tutti assieme e formavano una remuda di cui si occupava un altro cowboy detto remunero.

Di volta in volta l’abile cowboy si prendeva il cavallo adatto all’esigenza del momento.

La remuda era costituita da cavalli castrati, poiché gli stalloni sono troppo vivaci e sempre in lotta fra loro e le giumente avrebbero turbato la tranquillità di tutto il gruppo.

Non erano comuni cavalli pezzati perché i cowboy preferivano quelli dai mantelli con il colore uniforme sia nero,baio,sauro,grigio.

Come si sa il cowboy trascorre buona parte della sua vita in sella il suo cavallo fra le enormi distese o all’interno dei ranch, e portava con sé tutto ciò che li poteva servire. Il suo lavoro e a volte la sua stessa vita poteva dipendere dalla bordatura del suo cavallo, alla quale dedicava moltissima cura.

Cosi si può dire, che sì dopo il cavallo, l’altro principale elemento per effettuare il suo lavoro è la sella.Una buona sella costava più di un mese di paga faticosamente guadagnata, ma era quel investimento che durava tutta la vita.

 

 

La sella del Far West era costituita da un telaio in legno ( l’arcione ) che veniva messo in forma con corregge di cuoio umide, quando si essiccava il cuoio si tendeva e costringeva la struttura ad assumere la posizione desiderata.Su questa base venivano poi montate le pezze di cuoio, molto semplici nella forma o particolarmente decorate, che assicuravano al cavaliere il miglior conforto.

I nomi delle selle derivavano o dalla forma dell’arciere come per esempio per le selle Clifornia,White River ,Visalia, o dal nome del sellaio, Taylor, Nelson e Ellenburg.

Oltre alle corregge che l’assicuravano al cavallo, la sella era fornita di cinghie che servivano per trasportare il bagaglio, il lazo, una coperta, l’impermeabile di tela cerata,la gavetta e oltre al binocolo la mitica carabina.Ogni cosa veniva saldamente fissata al suo posto.

Quando il cowboy cadeva dal cavallo gridava: “ Salvate la mia sella “ perché la sella era di sua proprietà mentre il cavallo era del suo datore di lavoro.

Quando un cowboy decideva che era ormai giunto il momento di buttar via la sua sella voleva dire che la sua carriera volgeva al termine.

L’equipaggiamento del cowboy era composto solo da indumenti e oggetti strettamente necessari.

Il cappello, spesso di forma diversa a seconda delle regioni, assolveva a compiti ben precisi,veniva riempito d’acqua quando il cavallo non poteva avvicinarsi ad essa, oppure le larghe tese servivano per ravvivare il fuoco, per distogliere l’attenzione di un cavallo imbizzarrito,oltre che alle già conosciute proprietà.In ordine di importanza ,subito dopo il cappello,veniva il fazzolettone, chiamato lo straccio. Altri indumenti indispensabili erano la camicia di flanella ruvida che assorbiva il sudore e i calzoni da lavoro con cuciture rinforzate da rivetti di rame. Gli stivali avevan la punta slanciata per infilare facilmente le staffe.

Non possiamo trascurare le armi compagnie di viaggio inseparabili, le prime furono le Colt della marina,molto diffuse durante e dopo la guerra di secessione,che si caricavano con cartucce di carta, contenente la polvere e la palla.

Intorno al 1870 Horace Smith e Daniel Wesson  crearono la cartuccia metallica , pratica,comoda veloce,resistente all’umidità, quasi contemporaneamente Colt creò la mitica calibro 45 soprannominata pacemaker ( il Piacere ). Una pistola ad azione singola, tamburo d’acciaio azzurrognolo e il calcio di legno in cedro, ad un costo di 17 dollari.

Cosi la Colt 45 fù  l’arma preferita dai cowboy , utilizzata anche per dare il colpo di grazia ad un cavallo ferito, da tener presente però che le cartucce costavano molto e se doveva tener conto del suo guadagno,nel suo lavoro quotidiano, la pistola diventava più un problema che un utilità insostituibile.

Il problema armi diventò di enormi sproporzioni tanto che nel 1874 molti stati americani emanarono leggi che vietava il porto abusivo di armi,all’entrata delle città i marshals ( che erano ufficiali di polizia ) controllavano attentamente i cowboy di passaggio obbligandoli a depositare le armi prima di entrare.

Dopo questa breve descrizione sui cowboy, passiamo ai loro compagni di viaggio : i longhorn.

I bovini del west detti longhorn (corna lunghe) sono una razza di taglia piccola dal mantello scuro,quasi nero e molto robusta.

Discendono dal bestiame che i conquistatori spagnoli trasportarono nelle fattorie del mar dei carabi e più tardi in messico.

Passarono gli anni, si parla di secoli, e a poco poco i longhorn emigrarono verso il nord, dove vissero allo stato selvaggio e si riprodussero in grandi quantità. Nella seconda metà dell’ottocento, circa otto milioni di capi pascolavano sul solo Texas, liberi, senza marchi. Vivevano in mandrie, di giorno si riparavano e di notte si avventuravano nelle praterie. La loro direzione era sempre contro vento, nelle corsa dimostravano un’agilità impensabile ed erano difficili da sorprendere. Tanto che i primi cacciatori li consideravano al pari dell’altra selvaggina e li cacciavano per diletto.

Con il trascorrere degli anni la razza portata dagli spagnoli aveva mutato notevolmente aspetto.erano cresciuti di taglia, il colore del mantello era mutato dal nero al grigio, dal marrone  al rossiccio, con varie sfumature e a volte pezzati.

All’inizio venivano usati per la pelle ed il grasso, creando un’indotto industriale per la lavorazione del cuoio e del sego per candele. Terminata la guerra di secessione i macellai cominciarono a lavorare la carne dei buoi del west.

Cominciarono ad arrivare sulle coste orientali degli stati uniti moltissimi emigranti ,aumentando la richiesta di carne, cosi che i texani incominciarono  sfruttare le numerose mandrie selvaggie.

Per motivi non ancora noti si andò a sostenere che i bovini del nord venivano pagati molto di più che del west, uomini intraprendenti decisero di  condurre fino lassù il bestiame e farlo pascolare nelle praterie.

Per poterlo fare non era necessario ne essere proprietari di bestiame ne di terreni, servivano solo un po’ di soldi per assoldare validi cowboy che raccogliessero le mandrie per condurle hai mercati di Galveston o di New Orleans. L’evoluzione di questa nuova realtà, obbligava,sempre di più, la necessità di allontanarsi dalle città con l’esigenza di crearsi dei ripari con alloggi anche per i cavalli . All’inizio si trattava di una semplice capanna di legno,con il tetto fatto di zolle erbose, veniva praticato un foro al centro per l’uscita del fumo, e sopra veniva messa una pelle di vacca per ripararsi dalla pioggia.

Veniva usata per il periodo della raccolta del bestiame ( round-up ) anche in parecchi, per poi essere abbandonata una volta che la mandria veniva messa in marcia.

Un po’ alla volta il raccoglitore si trasformo in allevatore e cosi il suo rifugio diventava sempre di più un’abitazione consolidata ed accessoriata, veniva costruita vicino a corsi d’acqua o comunque dove l’acqua era presente in abbondanza, prati verdi ed abbondanti .

Nacquero cosi le prime fattorie del west chiamati Ranch, anche se non si potevano considerare vere e proprie abitazioni ma un luogo di lavoro lontano dalle comodità della città.

Se vi era la presenza di legame nelle vicinanze dell’eventuale costruzione, allora veniva costruita con tronchi squadrati, il tetto ricoperto con assi di legno sovrapposte lungo i bordi o con tegole di legno. Nel sud ovest, povero di vegetazione, si utilizzava invece, l’adobe, un mattone di argilla e paglia seccato al sole. I muri di adobe avevano uno spessore di circa mezzo metro. La forma di queste case , dette saddle bag ( tasca di sella ) originarie del Texas, si diffuse ovunque nelle praterie del nord, vicino al Montana. Erano composte da due edifici,collegati con una tettoia, in uno vivevano i cowboy nell’altra vi era la cucina con la dispensa, lunghi tavoli con le panche per sedersi a mangiare. Sotto la tettoia vi era il ripostiglio per l’attrezzatura, briglie, selle, sottoselle, e vari attrezzi. Questo posto veniva chiamato canile (dog trott) perché trovavano alloggio anche i cani.

 

Tra i ranch più famosi vi era il “ Ranch JA “  nel canyon di Pablo Duro nella Panhandle.  Costruito prima dell’1880 da Charlie Goodnight , che si evolse sempre di più tanto da farlo divenire un villaggio.

  

 

La vita del cowboy era dedita a curare gli interessi del datore di lavoro, e come ormai è molto noto, il primo fra i quali accudire il bestiame nel modo migliore. Non poteva mai permettersi una pausa,veniva eseguito con qualsiasi temperatura, sia con il freddo e la neve dell’inverno sia con il caldo soffocante dell’estate.

Tra i compiti  più importanti c’era la sorveglianza dei confini della proprietà per evitare la fuga della mandria, chi lo faceva con continuità si chiamava swingrider . Poi vi era il dragrider che si occupava del bestiame che attaccate da mosche fastidiose,che per poter trovare sollievo al dolore, cercavano sollievo nelle zone paludose e ne rimanevano impiantate.

Cosi per le vaste radure, a volte secche ed arse, cosi per la tipologia dei ranch , gli incendi erano assai frequenti e cosi si trasformavano in veri pompieri. La lotta contro il fuoco si conduceva con qualsiasi mezzo a portata. Un sistema ritenuto efficace e spesso  applicato era detto drag ( traino ) non cosi simpatico da enunciare, ma senza dubbio date le loro disponibilità di tecnologia, innovativo, fantasioso, e valido al fine della repressione dell’incendio. Consisteva nel squartare un animale, lo si scuoiava e la carcassa che ne rimaneva veniva trainata da due cavalli in corsa e la pelle umida da cui pendeva spegneva le fiamme dell’incendio.

La cura del bestiame non era intesa solo ed esclusivamente come sorveglianza, ma per infiniti motivi come un vitello ucciso dai lupi e la madre che muggiva disperata perché aveva le mammelle piene di latte,o una bestia con il muso gonfio perché morto da un serpente, o un’altra tormentata dai vermi entrati nelle ferite, ma anche di accadimento trasformandosi in veterinario.

Con la primavera arrivava il tempo della marcatura del bestiame, e qui che il cowboy trova ancor tutto oggi il suo aspetto spettacolare. La marcatura consisteva di prendere determinati vitelli con il lazo e portarli in un determinato posto. Stesso metodo veniva utilizzato anche per prendere il bestiame bisognoso di cure.

 

 

 

La cattura dei bovini adulti si faceva sempre a cavallo, galoppando a fianco dell’animale,il cowboy lanciava il suo lazo e lo bloccava con un colpo sulle sue corna. Lasciava scivolare la corda sulla spalla destra e sul dorso della bestia,fino alle natiche, poi fermava rapidamente il cavallo. Come il lazo veniva teso verso l’alto, la testa dell’animale al galoppo era tirata verso il basso,l’animale allora restato impigliato e crollava. E’ logico che nessun cowboy possa far cadere una bestia di 6 quintali con la solo forza del suo polso,per fermare la corda prima di bloccare il cavallo, si poteva procedere in due modi. Il primo consisteva nell’arrotolare rapidamente il capo del lazo attorno al poma della sella,cosi che, al momento dell’arresto, erano la sella e il cavallo a sopportare il peso dell’animale catturato e a costringerlo a cadere.Questa tecnica era indicata come dallyng il termine deriva dal l’espressione spagnola dar la vuelta ( far girare ). Il Dally man  utilizzava un lazo particolarmente lungo, e per la buona riuscita dell’operazione, aveva bisogno di molto spazio. Se la bestia gli si rivoltava contro, il cowboy poteva sempre lasciar andare il lazo. Il Dallyng era nato in California.

I texani operavano in zone impervie e con molti cespugli, che offrivano pochi risultati con questo metodo di cattura. Essi non ignoravano che molti cowboy avevano perduto qualche dito per una distrazione nella manovra, ed inventarono un altro metodo detto della corda fissa. Il lazo, più corto del precedente,era fissato fin dall’inizio al pomo della sella e cavallo e cavagliere catturavano il bovino da molto vicino poi si spostavano velocemente di lato con il cavallo il cavallo e la preda, per lo strattone rotolava a terra. Proprio per sopportare gli elevati contraccolpi veniva assicurata la sella con doppia cinghia.

Quale metodo sia il migliore potrebbe aprire un dibattito, però vi è un punto in cui tutti concordano. Cioè che compiendo l’operazione a cavallo, proprio per l’abilità di questo , aspettava più della metà del merito della riuscita. Il cavallo,infatti,sentiva quando doveva girarsi o impennarsi e tenere la corda tesa menter il cavagliere scendeva di sella per accostarsi al bovino.

 

 
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